«C’è ancora moltissima gente in giro, per gli spagnoli è presto ma anche tutti gli altri sembrano adeguarsi ai loro orari. C’è un’artista di strada che canta la lirica, altri che fanno i giocolieri e tanta, tanta gente.»
Anno 2015. Elisabetta, Antonio e il giovane Leo, nei Paesi Baschi. Non era previsto che quel viaggio toccasse effettivamente diverse tappe del leggendario Cammino di Santiago, ma così fu. Tanto che proprio Leo aveva espresso il desiderio di cimentarsi nell’impresa l’anno successivo. Anno 2016. Leo non è più tra noi. Restano una madre ed un padre devastati dal dolore, ma pienamente consapevoli della vitalità di quel figlio che ora deve essere portata avanti da chi è ancora qui. Zaino in spalla, scarpe allacciate, grinta e lungimiranza: Elisabetta e Antonio, per onorare quel desiderio, si mettono in marcia. Destinazione: Santiago de Compostela. Quello che leggerete è il loro diario, il diario di un cammino che molti hanno percorso, ma ciascuno con un obiettivo diverso. Per loro, si chiama Leo. E per noi è uno scoppiettante libretto che racchiude un vero tesoro di esperienze, incontri, fotografie e anche qualcosa di molto più profondo…
Elisabetta De Monte è nata nel 1966 a Castelfranco di Sotto, un paese della provincia di Pisa dove ancora risiede. Dopo il diploma conseguito all’Istituto Magistrale di Montopoli (60/60) entra nell’Azienda Sanitaria Locale con la qualifica di Ausiliaria nel 1987 e nello stesso anno si sposa con l’attuale marito Antonio Papini.
Nel 1997 diventa mamma di Leonardo, uno splendido bambino che purtroppo ha una rara patologia muscolare che lo porta a doversi muovere con una carrozzina dall’età di 9 anni. Nonostante la scoperta della malattia, tutta la famiglia affronta ogni difficoltà con serenità. Appena compiuti i 18 anni complicazioni respiratorie lo portano a subire un intervento e, quando il peggio sembrava passato, una emorragia interna lo porta a dover lasciare il mondo terreno ed un vuoto enorme. È con l’eredità morale di dover apprezzare la vita con tutte le sue piccole o grandi difficoltà che i genitori e tutti i familiari non si lasciano travolgere dal dolore ed organizzano feste benefiche in sua memoria alle quali partecipano gli innumerevoli amici, insegnanti e conoscenti. Per il suo eccellente percorso e per la serenità che riusciva a trasmettere, le scuole da lui frequentate decidono di intitolargli un’aula-laboratorio al liceo ed una biblioteca alle medie. Leonardo ha reso tutti migliori:
ha dato tanto ma è stato anche amato tanto da tutti coloro che lo hanno conosciuto. Il viaggio ed il diario fanno parte di questo impegno ed eventuali proventi derivanti dalla vendita di questo libro saranno devoluti ad iniziative benefiche in suo nome.
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